4 APR 2025
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Desertificazione commerciale in Toscana. Confesercenti propone misure per salvaguardare il commercio locale

Il dibattito ha visto la partecipazione di rappresentanti istituzionali e del settore, tra cui l’assessore al Commercio della Regione Toscana...

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Il fenomeno della desertificazione commerciale in Toscana sta assumendo proporzioni allarmanti, con un calo significativo delle attività di vicinato. Secondo i dati presentati da Confesercenti Toscana, nel 2024 hanno chiuso in media 10 negozi al giorno, a fronte di sole 4,2 nuove aperture, per un totale di 3.645 chiusure in un anno. Questa tendenza, che ha colpito oltre 200 comuni negli ultimi dieci anni, sta compromettendo l’accesso ai servizi essenziali per 1,3 milioni di toscani.

Durante il convegno “Se vive il commercio vivono le città”, il presidente di Confesercenti Toscana, Nico Gronchi, ha evidenziato le cause principali della crisi: il peso della concorrenza del commercio online, l’aumento dei costi energetici e la riduzione della popolazione nei piccoli centri. La desertificazione colpisce in particolare le aree più periferiche e i comuni con meno di 5.000 abitanti, dove la perdita di attività commerciali si accompagna a un progressivo spopolamento.

I settori maggiormente in crisi includono il commercio al dettaglio di latte e prodotti lattiero-caseari (-50%), elettronica ed elettrodomestici (-44,8%), abbigliamento per bambini (-39,1%) ed edicole (-34%). Anche i negozi di bevande, ortofrutta e ferramenta hanno subito un calo rilevante. Tuttavia, alcuni comparti, come le panetterie e le rivendite di tabacchi, hanno mostrato una maggiore resilienza grazie alla diversificazione dei servizi offerti.

Di fronte a questa emergenza, Confesercenti Toscana ha avanzato tre proposte concrete per contrastare la desertificazione commerciale:

  1. Agevolazioni fiscali per le piccole imprese: introduzione di incentivi per i negozi di vicinato, una flat tax per le nuove attività nelle aree più colpite e semplificazione delle procedure burocratiche.
  2. Poteri speciali ai Sindaci: maggiore autonomia alle amministrazioni locali per promuovere iniziative di rilancio economico e adottare misure mirate contro la chiusura dei negozi.
  3. Creazione di un Fondo per la Rigenerazione Urbana: finanziato attraverso la tassazione sulle vendite delle grandi piattaforme online, con l’obiettivo di sostenere il commercio locale e riqualificare i centri urbani.

Il dibattito ha visto la partecipazione di rappresentanti istituzionali e del settore, tra cui l’assessore al Commercio della Regione Toscana Leonardo Marras, la presidente di ANCI Toscana Susanna Cenni e il segretario generale di Confesercenti Mauro Bussoni. Quest’ultimo ha sottolineato come la chiusura delle attività commerciali nei borghi e nei piccoli comuni rappresenti un rischio non solo economico, ma anche sociale, minando la qualità della vita e la coesione territoriale.

Secondo Gronchi, è essenziale trasformare queste proposte in azioni concrete per salvaguardare il tessuto economico della Toscana. Misure come lo Small Business Act, la Giornata Europea del Commercio di prossimità e la Legge sulla Toscana diffusa devono essere rafforzate per garantire la sopravvivenza delle imprese locali. “Se vive il commercio, vivono le città”, ha concluso Gronchi, ribadendo l’impegno di Confesercenti nel sostenere un settore vitale per l’identità e il benessere della regione.

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