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Se fosse stato uno spettacolo si potrebbe dire che c'era il pubblico delle grandi occasioni. Era strapieno il teatro dell'Affratellamento di via Giampaolo Orsini questa sera per l'assemblea pubblica in cui si discuteva del progetto della Tranvia 3.2.E se si considera che l'assemblea coincideva con la prima serata del Festival di Sanremo il dato è ancora più evidente.
"Tranvia per Gavinana e Bagno a Ripoli: problema o opportunità?" Questo il titolo della serata e sul palco si sono alternati vari professionisti. Il ghiaccio è stato rotto dal docente di pianificazione urbanistica e infrastrutture Alberto Ziparo che senza pochi giri di parole è andato subito all'attacco di quello che è a suo avviso un progetto con due carenze fondamentali. Una di pianificazione tecnologica dato che l'infrastruttura è basata su tecnologia di 30 anni fa e l'altra carenza è la città stessa che con le sue caratteristiche che, come dicevano i grandi urbanisti, "è lei stessa che ti dice come intervenire". Tutto questo a suo avviso manca. Tutte le grandi opere - quelle su cui si è giocata anche la campagna elettorale a Sindaco - ovvero aeroporto, tav e tram sono a detta del professor Ziparo condizionate dai grandi poteri economici.
Interessanti anche gli interventi di Barbara De Cesare, ambientalista, e dell'ingegner Nicola Andreozzi che si sono fermati sul problema alberi. A loro avviso i conti non tornano anche se l'amministrazione vanta dal progetto la piantumazione di ben 1331 a front di 484 da togliere; in realtà raccontano la compensazione non c'è a causa delle diverse dimensioni delle chiome che sono fondamentali nell'intercettare l'inquinamento atmosferico.
Interessante anche l'intervento di Umberto Alberti che ha fatto vedere il problema dal lato di Bagno a Ripoli dove impatteranno in cerca di un parcheggio che, numeri alla mano non c'è, tutti i pendolari del Chianti, dell'Aretino, della Valdisieve e Mugello.
Infatti il progetto della tranvia 3.2 rischia a suo avviso di trasformare la zona sud-est di Firenze in qualcosa di molto simile all'area nord-ovest dove in nome del profitto del privato si sostituisce il cemento al verde per "regalare" meno di un terzo dei posti auto che potrebbero essere ospiati nel comune.
Tanti le domande sul banco prima della chiusura di Tiziano Cardosi che ha sottolineato dell'enorme costo già speso e quello che si spenderà dato che la tramvia di Firenze già costa tre volte tanto della media delle altre città europee e il comune nel suo bilancio preventivo 2020 /2022 su 770 milioni di euro ne destina ben 554 alla tramvia, pari al 78 %.
Negli interventi finali fra residenti di Piazza Gualfredotto e dintorni imbufaliti per la creazione di un nuovo ponte a soli 30 metri da quello da Verrazzano è spiccato l'intervento di Mario Razzanelli consigliere comunale e artefice del referendum sulla tranvia del 2008 che ha sottolineato come questa amministrazione abbia totalmente ignorato quel giudizio popolare andando avanti su un progetto non condiviso.