6 APR 2025
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'La pace dal basso'. Il ruolo della rete delle città nel difenderla. L'intervento di Omoboni

Pubblichiamo l'intervento pronunciato l'altra sera dal sindaco di Borgo San Lorenzo alla fiaccolata per la pace

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Sindaci e amministratori del Mugello alla fiaccolata Sindaci e amministratori del Mugello alla fiaccolata © N. c.
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Oggi, martedì 8 marzo, pubblichiamo integralmente l'intervento che ha pronunciato l'altra sera il sindaco di Borgo San Lorenzo, Paolo Omoboni, in occasione della fiaccolata per la pace in Ucraina

La pace dal basso
Riconoscimento reciproco, diritti, cittadinanza. La rete delle città è il miglior antidoto per difendere la pace.
“Non esiste un modo onorevole di uccidere, un modo gentile per distruggere, Non c’è niente di buono nella guerra, eccetto la sua fine.”
ondivido pienamente le parole di Abram Lincoln. Dopo due anni di pandemia mondiale ci siamo bruscamente svegliati con una parola che non avremmo mai voluto sentire così vicina: la parola guerra. A questa parola orribile, spaventosa, senza senso, questa piazza deve urlarne un’altra: speranza.

La speranza ha due facce: lo sdegno e il coraggio. Sdegno per la realtà che abbiamo davanti agli occhi: un’invasione inaccettabile, una gravissima violazione della sovranità di uno stato libero e democratico e dei più fondamentali valori europei. Le immagini che arrivano dall’Ucraina, ci riportano a momenti drammatici della nostra storia, dove a soffrire di più sono i più deboli, i civili, i bambini, che vediamo nonostante tutto sopravvivere nel loro quotidiano, sotto i bombardamenti. Sdegno per il dibattito sulle sanzioni economiche: le sanzioni verso la Russia devono avere lo stesso valore che diamo alla libertà. Molti si preoccupano delle sanzioni perché il costo in Italia sarebbe altissimo: ci sono momenti in cui la democrazia e la libertà devono essere difesi a qualunque costo: che prezzo daremmo alla libertà altrimenti? Se non siamo pronti a fare sacrifici economici, che credibilità pretendiamo di avere ora e in futuro? Come possiamo guardare i nostri figli negli occhi, sapendo che a poche ore da qui intere famiglie si sono divise, i padri a combattere, le madri e i figli in fuga.

Dopo lo sdegno, serve però il coraggio. Il coraggio di cambiare le cose, di costruire la pace inizia con il decidere da che parte stare: non servono grandi analisi o distinzioni. Tra la democrazia e i regimi dittatoriali noi continuiamo a scegliere la democrazia e i valori europei, perché anche se non perfetti e non sempre realizzati, sono i nostri valori, a cui non possiamo rinunciare. Il coraggio di costruire la pace deve venire dal basso, dalle città. Qualche giorno fa è stata firmata dai Sindaci e dai vescovi delle città e delle diocesi sul Mediterraneo la Carta di Firenze: un impegno per il dialogo interreligioso, per la pace e la civile convivenza tra le popolazioni del Mediterraneo, e per la difesa della dignità dei migranti. Le città hanno il dovere di costruire la pace, la pace non si può delegare solo alle diplomazie, strumento essenziale, ma servono legami forti tra città, che insieme ribadiscono, come il Sindaco La Pira nel 1956 a Ginevra, che “nessuno ha il diritto di distruggerci”. Per questo devono nascere sempre più gemellaggi in Europa fondati sui diritti fondamentali. E vi parlo come sindaco di un comune che ha rotto un gemellaggio con un comune ungherese che condivideva la politica dei muri, del filo spinato e del respingimento dei migranti.

Dobbiamo essere al fianco del popolo ucraino, consapevoli che per la pace non bastano parole: bisogna agire, ora. Adesso è il momento di stringerci insieme, di stringerci alle famiglie divise dalla guerra, di stringerci a chi ha perso un figlio, un padre, il lavoro, la propria casa. Adesso è il momento di organizzarci per aiutare concretamente le popolazioni colpite, con canali sicuri e efficaci; adesso è il momento di prepararsi in maniera coordinata, insieme alla Protezione Civile, Regione, Anci, all’accoglienza, come il Mugello fa da decenni, senza discriminazioni riguardo al colore della pelle o al paese di provenienza

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Commenti 1
  • Mugelli Giampiero

    La pace, l'equità, il buon senso, l'unità, dei popoli sarebbe un paradiso, ma! Esiste la casta politica, le divisioni sociali, la falsità, lo sfruttamento dei popoli da parte di banche mondiali e di famiglie talmente ricche da distruggere economicamente un continente. Come hanno fatto in Europa con la EU di, Angela Merkel e Nicolas Sarkozy emettendo la moneta unica, privandoci della sovranità aiutati dalla casta politica di ogni paese. Ci siamo evoluti. Abbiamo conquistato il progresso ci illudiamo di esser in democrazia ma ci sottomettano con la guerra virale ed economica. Benzina è arrivata a costare 2,44 al litro, bollette gas e luce impagabili, aumenterà ogni genere di cose pane, trasporti compresi. Quante persone potranno reggere questo urto, pure questa è guerra .

    rispondi a Mugelli Giampiero
    gio 10 marzo 2022 09:56