
A Borgo San Lorenzo ancora una volta i “polentai” sono stati all’altezza della situazione (dirigenti del Comitato del Carnevale, dirigenti della Pro loco e volontari) e così anche questa volta l’antica tradizione, ha incasellato un altro anello che si aggiunge agli oltre duecentoquattordici (1799) , di questa secolare catena, senza perderne alcuno; sole le guerre, le pestilenze e i terremoti hanno interrotto la “Polentata delle Ceneri”. Ma era talmente sentita nell’animo di tanti borghigiani che è andata avanti con passione, volontà e profondo senso paesano; la tradizione non poteva scomparire e non è scomparsa, grazie ad autentici caratteristici personaggi borghigiani che volevano e vogliono bene al paese, a differenza di tante altre tradizioni, colpevole un totale assenteismo, ormai scomparse nel tempo e nello spazio.
Comunque sia la tradizione va avanti; con fatica e sacrifici, ma va avanti ormai come sopra scritto da oltre due secoli da quando cioè dopo la cacciata degli invasori francesi da parte dei “Viva Maria” e dalla popolazione del Mugello in generale e di Borgo San Lorenzo in particolare (grande il partigiano “picchero”, che uccise il comandante francese con un colpo di schioppo!!), le massaie e le popolane di Borgo per rifocillare i loro uomini iniziarono a sfornar polenta.
Mercoledì 5 marzo 2014, ricorrenza delle “Ceneri”, in piazza Garibaldi dove è sempre stata effettuata, sotto il piccolo tabernacolo della Madonna del Soccorso (dipinto ad olio su tavoletta di Pietro Paolo Colli, che lo eseguì proprio nel 1799 dopo che gli stranieri invasori se l’erano data a gambe, come si legge sul retro della tavoletta), gli amici “polentai” hanno iniziato a sfornar polenta fino dalle ore 8, e nonostante che l’amministrazione comunale fece togliere il mercato secolare del mercoledi delle “Ceneri per l’imposizione di tre banchi, tante persone si sono accalcate nello stand dove gli uomini erano a girare sfornare la polenta e le donne a porgerla ai borghigiani e mugellani presenti.
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Si davvero abbiamo visto tanti amici borghigiani che ancora hanno nel cuore la storia del loro paese, e non per ultimo, grazie all’intelleginenza di alcune Maestre della “Rodari” ed altre della scuola primaria, hanno portato i loro alunni a far assaggiare il prelibato cibo e raccontar loro la storia, semplice ma eroica dei loro progenitori. Perché anche quella, checché se ne dica, fu una guerra di liberazione! Terminando com’ è nostro costume ecco alcune simpatiche immagini di una mattina vissuta con letizia ed amicizia.
(Aldo Giovannini)
Foto 1 (qui sopra e in alto): I polentai mentre versano uno dei tanti paiuoli di polenta cotta e fumante al ragù di porri, carne e in bianco.
Foto 2 (qui sopra): Da sinistra Francesco Capecchi detto “cecco di fico”, Mohamed Ben Assid e Ivano Chiesi, alle prese con le loro razione di polenta. “Cecco di Fico” detiene il record, ancora imbattuto, di 16 razioni di polenta mangiate durante la “polentata delle Ceneri” del 1995.
Foto 3 (qui sopra): Alcuni borghigiani ed ex alpini in attesa della polenta; da sinistra Alfredino Mattioli (con la bocca già aperta…in attesa!!), Luciano Fredducci, Giuseppe Francolini e Piero Bartolini.
Foto 4 (qui sopra): Molta gente in piazza Garibaldi in attesa della loro porzione.
Foto 5 (qui sopra): I piccolini della “Rodari” alle prese con la loro porzione di polenta.
Foto 6 (qui sopra): Si prepararono le porzioni sul tavolo di legno; da sinistra Antonio Cantini, Giovanni Miniati, Paolo Verdi, Marco Santelli e Anna Bordati.
Foto 7 (qui sopra): Antonio Rinadelli con la sua razione; suo babbo Pietro detto “scalabrino” è stato uno dei più attivi polentai negli anni ’40 e ‘50 insieme a “pierè”, il “tattone”, il “maschero”, “pintone”, ““marmarica”, “pipino”, il “diavolo rosso”, “l’avvocatino”, “manate“, il “ganga” e tanti tanti altri.
(Foto cronaca di A.Giovannini)
gilberto
durante la polentata molti hanno notato qualche candidato e qualche assessore comunale gironzolare. Mai successo, se non raramente, ma molto raramente!Anche la polenta va bene una messa.
primo
non sono del Mugello,anche se ci abito e venire a conoscenza tutte queste belle storie e merito del sito e di chi le scrive. Complimenti
CARLO
meno male che a borgo ci sono personaggi come cecco di fico e coloro che ce li ricordano.
PRIMO
NON SONO MUGELLANO, MA QUESTA STORIA DELLA POLENTATA BELLA E PROFONDA. UNA PAGINA DI LIBERTA' CIVILE E RELIGIOSA. COMPLIMENTI AL SITO DEL MUGELLO