
La concomitanza di altre manifestazioni e cerimonie nel territorio mugellano, non ci ha permesso di essere presenti, domenica 19 maggio 2013, alla ricollocazione di un grande dipinto dell’artista di Vicchio Bruno Brunoni, denominato “In ricordo dei Martiri di Padulivo”, quadro che il pittore aveva realizzato nel 2004, in occasione dei percorsi d’arte, cioè la collocazione di diversi dipinti in luoghi prestabiliti, a cura dell’associazione “dalle terre di Giotto e dell’Angelico”. Con la ristrutturazione del Circolo Ricreativo del Cistio, piccola frazione ai piedi del Monte Giovi, e dove verrà allestita una stanza dell’Anpi per un piccolo museo rievocativo, il dipinto di Bruno Brunoni è stato quindi nuovamente appeso, e quindi inaugurato con una semplice cerimonia, alla presenza di Alberto Alidori rappresentante provinciale dell’Anpi, Giuliano Martelli, vecchio partigiano di Firenze, Giuseppe Aramini, memoria storica dei fatti di Padulivo (100 anni!!) e Decio Lecci presidente del Circolo Ricreativo del Cistio, oltre alla popolazione locale.
Mi si dice che sono stati momenti molto toccanti – e non poteva esser diversamente -, poiché la memoria dell’eccidio di Padulivo, nonostante siano passati quasi 70 anni è ancora vivo nella mente di tutti. L’amico Bruno Brunoni, di cui abbiamo avuto modo di dissertire svariate volte sulla sua pittura ci ha fatto giungere anche un proprio pensiero su questa sua opera, che pubblichiamo integralmente: “ -
Alcuni anni fa mi fu proposto dall'allora assessore Claudio Martin di partecipare a Percorsi d'Arte dipingendo un quadro in memoria dei Martiri di Padulivo e mi tornò in mente quando da bambino andavo con mio padre alla commemorazione in occasione del 25 Aprile. a non potevo capire cosa realmente fosse successo in quel luglio del '44, ma quelle commemorazioni mi erano rimaste impresse nella memoria. ipingere un quadro che ricordava un eccidio di civili non era facile. Non volevo rappresentare l'atrocità dell'episodio in sé, né dipingere qualcosa che richiamasse solo la tragedia e la violenza della guerra ma pensai che il quadro doveva essere un ricordo delle vittime ed allo stesso tempo volevo che questo ricordo si trasformasse anche in un messaggio positivo di speranza e di pace.
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Così iniziai a documentarmi leggendo alcune testimonianze scritte e parlai direttamente con alcune persone che conoscevano la storia di quei giorni. Pensai ad un quadro nel quale si rappresentassero gli episodi accaduti attraverso una simbologia, ma inserendo questi simboli all'interno di un paesaggio che comunicasse serenità. Partendo dalla rappresentazione del Ponte di Talla, luogo specifico dove accadde l'episodio, ho rappresentato un paesaggio in piena estate, per richiamare il periodo in cui si verificarono i fatti.
Il cielo rappresentato nel dipinto mostra uno squarcio di cielo sereno tra le nuvole cupe che si stanno allontanando e che sono associate al ricordo della guerra che stava finendo. Sullo sfondo del paesaggio vi è un cavallo che da alcune testimonianze sembra essere stato uno degli elementi scatenanti dell'episodio. Si racconta infatti che durante quei giorni dell'occupazione nazista, fosse stato confiscato dai tedeschi un cavallo ad un abitante della zona e tale episodio forse innescò una serie di fatali eventi che portarono all'eccidio. In primo piano nel quadro sono infine raffigurate delle persone, con in mano delle bandiere della pace, che salutano 15 colombe bianche simboleggianti i 15 Martiri di Padulivo. Questa famiglia, rappresentata in primo piano, in un momento felice della vita, che si unisce in un simbolico incontro con le colombe, vuole essere un segno di speranza per ricordarci che quelle vittime non dovranno mai essere dimenticate – “.
L’amnesi di Brunoni è pressoché perfetta; il dipinto nella sua gentile raffigurazione ci presenta, al di là del tragico episodio, lontano ormai nel tempo e nello spazio, ma ancora ben legato nelle pagine della storia, una poetica armoniosa, di pacatezza, di pace, di armonia e non per ultimo si senso cristiano; lo percepiamo. Forse Brunoni non sa, ma Renzo Gottardi di Borgo San Lorenzo di soli 19 anni, fucilato insieme agli altri tredici martiri, era fratello di don Mario Gottardi per 50 anni parroco di Legri, ed anch’esso in procinto di entrare in Seminario, chiese il permesso ai tedeschi di poter recitare una preghiera insieme ai suoi disgraziati compagni; si inginocchiarono tutti recitando il Pater Nostro prima delle raffiche assassine. Piccole storie mai riscontate,mai lette, mai sentite, e mi scuso di questa piccola parentesi, ma sono ulteriori tasselli che vanno a comporre quel tragico mosaico della nostra storia.
Il dipinto di Bruno Brunoni in ricordo dei martiri di Padulivo.
Un momento della cerimonia di scoprimento del dipinto
Foto ricordo dopo la cerimonia di inaugurazione; da sinistra, Alberto Alidori, Giuliano Martelli, il pittore Bruno Brunoni, Giuseppe Amerini e Dario Lecci.
maramarston
Caro Bruno,ogni volta che vedo questo quadro mi fa sentire la speranza.ciao Mara