
L’inchiesta sulla corruzione negli appalti delle Grandi Opere– cioè l’Alta velocità Milano-Genova (incluso il Terzo valico), il Macrolotto della Salerno-Reggio Calabria e il People mover a Pisa – si è fatta sentire anche in Mugello. Nei giorni scorsi, sarebbe stato tratto in arresto Mario Berti, legale rappresentante della Berti Sisto & C. Lavori Stradali spa. L’intervento, su mandato della Procura di Genova, sarebbe stato coordinato da un reparto della Guardia di Finanza. Il gruppo Berti ha sede nella località di Cornacchiaia- Alberaccio, a Firenzuola. Ed è presente nel territorio da oltre 50 anni. Era nel settore della lavorazione della pietra serena, poi l’attività si è ampliata ai lavori stradali; con la fornitura d’inerti e conglomerati bituminosi. Dai prodotti di cava, dunque, fino ad arrivare alla costruzione e alla manutenzione di strade urbane e di autostrade. Di recente, per esempio, il gruppo ha vinto l’appalto per il completamento della rotatoria delle Mozzete a Scarperia e San Piero. Alla fine di ottobre, con un blitz scattato di scala nazionale, erano state arrestate 21 persone nell’ambito dell’inchiesta della Procura di Roma per appalti truccati. L’accusa, a vario titolo, era di associazione per delinquere, corruzione e tentata estorsione. E mentre finivano in manette il figlio dell’ex ministro Pietro Lunardi, Giuseppe, e il figlio dell’ex-ragioniere generale dello Stato Andrea Monorchio, Giandomenico, la procura di Genova richiedeva altri 14 fermi. Due inchieste collegate, quindi. In un grande intreccio non del tutto chiaro. Non a caso l’indagine è denominata «Amalgama». In breve. Mario Berti ed Enrico Maria Taddei, amministratore e direttore tecnico della “Berti Sisto Lavori Stradali” - che svolge lavori in subappalto per il consorzio Cociv nei cantieri del TAV sulla linea Milano-Genova - sono indagati per corruzione per aver affidato un incarico a una società riconducibile a Giampiero De Michelis e a Domenico Gallo, che – secondo la Procura romana – sarebbero «i promotori e gli organizzatori dell'associazione per delinquere». Alla Berti Sisto vengono contestati presunti scambi di favori, commesse e relative connivenze. In particolare. Giandomenico Monorchio (amministratore della Sintel, grande società di ingegneristica) avrebbe fatto pressioni su Michele Longo e Ettore Pagani (presidente e vicepresidente del consorzio Cociv) e, d'accordo con Giampiero De Michelis (direttore dei lavori dell’Alta Velocità Milano-Genova), avrebbe ricevuto indebitamente «promesse di utilità» in favore della società consortile Kronotech, partecipata dalla Crono srl, e a lui riconducibile. Ma – e qui spunta l’azienda mugellana - per gli inquirenti «anche dai vertici della società Ceprini Costruzioni spa e da quelli della Berti Sisto e Costruzioni Stradali, Monorchio avrebbe ricevuto utilità consistite in un contratto per la fornitura del servizio di gestione qualità, ambientale e sicurezza, e per prestazioni legate al prelievo e alle prove su campioni dei materiali, sempre a beneficio della Crono».