6 APR 2025
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Perché voto No. Lettera aperta di Paolo Bambagioni sulla 'democrazia dimezzata'

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Perché voto No. Lettera aperta di Paolo Bambagioni sulla 'democrazia dimezzata' Perché voto No. Lettera aperta di Paolo Bambagioni sulla 'democrazia dimezzata' © n.c.
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Bambagioni, che martedì 15 novembre sarà a Borgo per partecipare ad un incontro sulle ragioni del No pochi giorni fa ha sottocritto l'appello di 'CattoliciperilNo', e ora spiega le sue ragioni:

Una democrazia dimezzata: ecco perché voto No. La mia scelta per il No non è accompagnata dal desiderio di essere molto visibile. Una sciocchezza, questa, lontana dal mio modo di concepire l’impegno politico. Pochi giorni fa ho sottoscritto il documento  “CattoliciperilNo"  firmato tra gli altri da Anna Falcone, Raniero La valle,  padre Alex Zanotelli,  Paolo Maddalena, Augusto Cacopardo e da tanti rappresentanti del  mondo cattolico italiano. Ecco  i perché : 1- il Referendum per cambiare la  Costituzione richiede un giudizio non da militante di partito ma una opinione da cittadino. 2-ritengo che non occorre cambiare la Costituzione per dare rinnovamento e sviluppo al nostro Paese. Chi fa credere questo e' in malafede. Infatti con gli attuali meccanismi (Parlamento con  Camera e Senato) si è riusciti a votare leggi di sviluppo e di rinnovamento che hanno proiettato il nostro Paese al 5° posto tra le potenze mondiali. Penso che le difficoltà odierne derivino piuttosto, da una parte, dalla grave crisi economica in atto e dall'altra dalla mancanza di una classe dirigente autorevole e all'altezza delle sfide in atto. 3- se il tema non è l'efficienza e lo sviluppo allora e' chiaro che la riforma ha lo scopo di assecondare una tendenza (del resto diffusa in tutta Europa) di affidare le sorti del nostro  Paese ad una specie di Amministratore delegato che può agire per conto dell'Italia limitando al massimo gli spazi di democrazia interna. In altre parole la riforma trasferisce più potere politico al Presidente del Consiglio ai danni del  Parlamento,  assecondando così le esigenze non tanto di velocità e di efficienza quanto di ratifica delle decisioni prese dalla finanza internazionale . 4- siccome la Costituzione e' la Legge fondamentale dello Stato e  di un popolo, non sono d'accordo sulla scelta di sostituire  l’attuale Costituzione che la DC ed il PCI  assieme alle forze antifasciste (con un  forte consenso popolare ) vollero Democratica, Equilibrata e Socialmente orientata verso la difesa delle fasce di popolazione più deboli. Con un nuovo modello neo liberista, come si sottintende nella riforma costituzionale proposta dal Governo nazionale,  e su cui si voterà Si o No il 4 dicembre prossimo, si  fa prevalere il potere economico in  danno  dello Stato Sociale. 5-Se si fosse voluto ridurre i costi della politica si sarebbe potuto più seriamente dimezzare il numero dei parlamentari di Camera e Senato risparmiando molto di più senza per questo compromettere gli equilibri dei poteri pensato dai Padri costituenti dopo la seconda guerra. 6-infine il  voto Si alla riforma nasconde  la vera finalità:   quella di eliminare i nemici politici  dalle Istituzioni come se anch’essi non fossero, una volta eletti,  i rappresentanti del Popolo sovrano ma un corpo estraneo e malato da emarginare dalla vita sociale culturale e politica dell’Italia. In conclusione  Se il  4 dicembre vincesse  la riforma  costituzionale proposta dal Governo le Lobby finanziarie e capitaliste avrebbero buon gioco a condizionare una sola persona al comando  e, riducendosi la forza di controllo parlamentare, sarebbe difficile opporsi a queste pressioni. Per queste  ragioni  ho firmato, qualche giorno dopo, oltre al manifesto dei Cattolici per il no anche il documento preparato a Firenze da rappresentanti appartenenti al mondo del centrosinistra e della sinistra fiorentina schierati per il No. Paolo Bambagioni Consigliere regionale PD

 

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