
Era iniziato tutto da un gravissimo incidente stradale all'interno della galleria Croci di Calenzano, sull'autostrada A1 nei pressi di Barberino di Mugello, nel 2012. Quella notte due uomini, a causa di un principio d’incendio sviluppatosi sul semirimorchio, avevano fermato l’autotreno in galleria e, una volta scesi, avevano sganciato il semirimorchio, predisposto per il “trasporto latte” e si erano allontanati con il trattore stradale, abbandonandolo poco dopo sulla corsia di marcia, omettendo di adottare qualsiasi segnale di pericolo e senza allertare le autorità competenti, dandosi alla fuga. Per questo motivo, gli automezzi che sopraggiunsero nella galleria piena di fumo (complessivamente 12 mezzi pesanti e 3 auto) furono coinvolti in inevitabili tamponamenti a catena, l’ultimo dei quali, molto violento, ha provocato ferite mortali al signor Francesco Spinelli, di 35 anni. Sin dai primi riscontri emergeva che l’autotreno, apparentemente adibito al trasporto di “latte”, era carico, in realtà di 27.000 litri di gasolio per autotrazione, pur non essendo dotato delle particolari prescrizioni tecniche per il trasporto su strada di materie pericolose, nonché di qualsiasi traccia di documentazione fiscale dii accompagnamento. E ora (aprile 2014) sono state eseguite 19 ordinanze di custodia cautelare nei confronti di soggetti appartenenti ad un’associazione a delinquere dedita all’illecito trasporto e commercializzazione di prodotti petroliferi in evasione di imposta. Per due di loro anche l’accusa di “omicidio” per aver causato la morte dell'uomo in occasione dell'incidente. Nella mattina di mercoledì 30 aprile, militari del Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Firenze, unitamente a personale della Polizia Stradale di Firenze, hanno dato esecuzione a 19 ordinanze di arresti domiciliari emesse, su proposta del Sostituto Procuratore di Prato, Dott. Antonio Sangermano, dal G.I.P. presso il Tribunale di Prato, dott. Luca D’Addario, nei confronti di altrettanti soggetti facenti parte, a vario titolo, di una associazione per delinquere radicata in Campania e finalizzata al contrabbando di gasolio importato dall’estero ed immesso in consumo in Italia in evasione d’imposta. Si tratta di un “gruppo criminale organizzato transnazionale” che si approvvigionava del carburante presso fornitori della Polonia, della Repubblica Slovacca e della Slovenia, lo caricava su autocisterne camuffate esternamente per carichi alimentari (ad esempio, per trasporto latte ed oli alimentari) e lo faceva trasportare da autisti affiliati fino ai depositi di distribuzione in Campania da dove il prodotto veniva venduto “in nero” sulla rete nazionale. Gli arresti odierni, che vanno a colpire i capi promotori dei traffici, nonché gli autotrasportatori ed i beneficiari finali, concentrati 16 in provincia di Napoli, 2 ad Isernia ed 1 a Trieste, sono stati eseguiti con il supporto operativo dei finanzieri dei Comandi Provinciali di Napoli, Caserta, Isernia, Teramo, Imperia e Trieste i quali, contemporaneamente, hanno compiuto 55 perquisizioni domiciliari. In particolare, nei confronti di due indagati, l’ordinanza è stata eseguita anche da personale della Polizia Stradale di Firenze, in quanto, oltre ai reati accomunanti con l’associazione, i due sono imputati anche per “omicidio”, avendo causato la morte dell'uomo in occasione dell'incidente stradale.