6 APR 2025
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Territorio e ambiente. Le spese dei comuni mugellani

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Programmazione urbanistica, sostegno all’edilizia pubblica, finanziamento e mantenimento di mezzi e sedi per la protezione civile, smaltimento dei rifiuti, approvvigionamento e distribuzione dell’acqua, cura di parchi pubblici, giardini e aree verdi. Gli enti locali devono occuparsi di servizi e attività che impattano nei bilanci, pesano nelle contese elettorali, sono difficilmente riepilogabili e, più in generale, costituiscono il metro di giudizio dei cittadini. Openpolis, tramite la piattaforma di monitoraggio openbilanci.it (con stime pro capite, quindi dividendo le somme spese da un singolo comune per il totale dei residenti) ha calcolato quanto valgono queste uscite per ogni città, paese o borgo d’ Italia. Con anno di riferimento il 2014. Cominciamo con l’Italia. La città che nel 2014 ha speso di più nella tutela dell’ambiente, anche a causa delle peculiarità del territorio lagunare, è Venezia: poco meno di 450 euro per abitante. In questo tipo di attività, il capoluogo del Veneto è seguito da altre due città del nord e due del sud: Napoli (419,22 euro), Padova (405,30 euro), Milano (379,44 euro) e Catania (358,34 euro). E i centri col braccino corto? Bologna, Trieste e Verona. Quest’ultima con meno di 200 euro pro capite per le funzioni legate a territorio e ambiente. Toscana. Se Firenze, con 316 euro all’anno per cittadino (almeno nel 2014), è sesta in Italia, nella Regione la storia cambia: e la città si piazza solo al 97° posto. Nelle prime cinque posizioni, con una spesa da 1683 a 846 euro pro-capite per urbanistica, edilizia pubblica, protezione civile, rifiuti, acqua, parchi pubblici, giardini e aree verdi (complice le ridotte dimensioni), figurano: Montieri (Grosseto), Isola del Giglio (Grosseto) e Civitella Paganico (ancora Grosseto), Forte dei Marmi e Capraia Isola. Con rispettivamente: 1216, 1447, 3200, 7656 e 406 abitanti. E poi: Siena in 38° posizione, Grosseto in 87°, Pisa in 95°, Livorno e Lucca in 134° e 135°, Arezzo in 187°. Infine: Capalbio. Capalbio perché Capalbio. Capalbio – 4139 residenti - 114° con 303 euro di spesa pro-capite. Dunque a più abitanti, tirando le somme, anche per fattori esterni e logistici, corrispondono meno spese. Domanda: allora in piccoli centri (con meno di 20-15 mila abitanti) le amministrazioni sono più generose? No, se si guarda il Mugello. Tutto d’un fiato: Palazzuolo del Senio (50° in Regione, la migliore della classe) 421 euro a testa; Marradi (165°) 251 euro; Vicchio, Vaglia e Londa (in fila: 209°, 210° e 211°  in Toscana) rispettivamente 206 euro. E poi: Firenzuola con 192 euro, Borgo San Lorenzo 191 e Barberino con 177. Ultima Dicomano, con 143 euro. E manca Scarperia: che non è in classifica. Senza fare eccezioni e senza enunciare regole, nel Mugello, a piccoli paesi corrispondono bilanci comunali, per territorio e ambiente, non elevati. Anzi. Al contrario del trend regionale (su 268 centri): che solo nelle prime 20 posizioni vede tutti paesi con meno di 5000 abitanti – a parte Forte dei Marmi, con oltre 7000. Ognuno di questi comuni spende più di 500 euro a cittadino. E, in un modo o nell’altro, si tratta bene. Pure tenuto conto delle singole specificità, quindi (lontano dai calcoli aggregati dalla ricerca, che pure lascia alcuni punti scoperti), i numeri danno un suggerimento univoco: in Mugello, per il Mugello, si potrebbe fare di meglio.

 

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