3 APR 2025
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Vecchi negozi che chiudono. L’oreficeria Pini in Malacoda

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Vecchi negozi che chiudono. L’oreficeria Pini in Malacoda Vecchi negozi che chiudono. L’oreficeria Pini in Malacoda © n.c.
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Rieccoci; nel senso storico del commercio di Borgo San Lorenzo, con i suoi esercizi, empori e vecchie botteghe che in questi ultimi anni, fra la fine del ‘900 e parte del Terzo Millennio, hanno chiuso il “trianò” o il “bandone” per la meritata pensione o semplicemente hanno festeggiato, andando avanti nel loro lavoro, l’anniversario dei 100, 80, 70, 60 anni di attività, portando il tutto a conoscenza dei lettori dei diversi giornali a cui abbiamo collaborato nel corso degli anni. Ultimamente fra gli altri ricordiamo il vecchio fioraio Gabbrielli, l’abbigliamento dei F.lli Coppini, la Pasticceria Cesarino, il Bar Italia, le Tabaccherie Coppini e Nencetti, il Caffè Valecchi e proprio in questi ultimissimi giorni la Biancheria Panchetti. Questi ricordi se pur semplici nella loro particolarità, abbiamo notato che sono stati molto apprezzati, se è vero com’è vero che sono state migliaia le letture, le condivisioni, i commenti e quant’altro, segno che una buona parte dei borghigiani in particolare e dei mugellani in generale piacciano queste quisquilie, queste piccole storie, della nostra tradizione e della nostra terra mugellana. Questa volta parliamo dell’Oreficeria-Gioielleria Pini in Via Mazzini, l’antica Malacoda (da non confondersi con l’altra antica Oreficeria Pini, dell’amico Carlo in piazza Cavour), che a fine anno, come ci ha detto l’altrettanto amico Antonio Pini, terminerà la sua lunga attività ( quasi cinquantennale) per andare giustamente in meritata pensione. Anche questo esercizio commerciale e artigianale, ha una lunga storia, che inizia addirittura dopo l’unità d’Italia verso il 1865, (la strada non era ancora stata intitolata a “Giuseppe Mazzini”, ma era ancora Via di Malacoda), quando giunse a Borgo San Lorenzo da Bologna un maestro orefice, Giuseppe Beccantini, “possidente e orologiaio”, che si formò una famiglia sposando una ragazza borghigiana Rosa Rivola ed ebbe due figli Egisto ed Enrico, tornando di abitazione in piazza del Mercato vicino a Porta Fiorentina ed aprendo una piccola bottega di orefice ed orologiaio nella vicina Malacoda, mentre altra piccola oreficeria-orologeria condotta da un certo Giuseppe Battistelli era in piazza dell’Orologio, non ancora piazza Cavour. Dopo la scomparsa del Beccantini (1892) , l’attività continuò con il figlio Enrico ma una volta tornato a Firenze, fu rilevata ai primi del ‘900, per breve tempo da Leopoldo Romagnoli che era commesso del Beccantini, quindi da Umberto Pini (n. 1880), che aveva imparato il mestiere dal Battistelli e successivamente dai Calosci. Umberto, uno dei personaggi più noti in quel periodo di Borgo, si formò una notevole clientela ampliando nel tempo la bottega con grandi sporti stile liberty come erano in uso all’epoca. Gli anni passano e “i capelli imbiancano” come dice una vecchia canzone e l’attività passò poi al figlio Ottavino (dagli anni ‘30 alla seconda guerra mondiale), quindi al nipote Ottavio (partigiano, comandante la squadra partigiana che entrò per primo a Borgo l’11 settembre del 1944 durante la guerra di liberazione), per poi passare la mano nel 1963 a Giovanni Signori, noto orefice proveniente da Firenze (Signori è stato presidente dell’A. S. Fortis Juventus 1909 dal 1973 al 1977), il quale nel 1966 assunse il giovane Antonio Pini, stesso cognome ma non parente dei Pini storici di questa oreficeria. Con la cessazione nel 1980 dell’attività di Signori, per raggiunti limiti d’età, il negozio fu ripreso da Antonio con socio il Martini, per poi condurre l’attività da solo. Siamo nel 2016, quindi sono esattamente 50 anni, che il buon Antonio conduce questa benemerita attività commerciale e quindi e il momento di un meritato riposo. Non sappiamo se l’attività verrà ripresa da qualcuno (con la scomparsa di Roberto Mazzoni è chiusa anche l’Orologeria nel Corso Matteotti accanto alla Tabaccheria Nencetti), quindi chiudendo questo articolo rievocativo facendo gli auguri ad Antonio di godersi in santa pace la sua meritata pensione. Certo dispiace che debba chiudere un esercizio commerciale che ha sulle spalle ben 150 anni; chissà quanti borghigiani e mugellani gli saranno passati davanti! Speriamo che ci sia una continuità. Foto 2. Documenti iconografici; in alto, datato 1882, lo Stato di Famiglia di Giuseppe Beccantini, con la moglie e il figlio. Si legge “orologiaio benestante”. In basso la Lista Commerciale Elettorale di Borgo San Lorenzo nel 1906. Si legge “Umberto Pini, orologiaio”. Foto 3. A Sinistra l’Orologeria Pini in via Mazzini (Malacoda) da una foto dell’avv. Giuseppe Ungania dei primi del ‘900. Foto 4. La reclame dell’Orologeria Pini pubblicata sul Messaggero del Mugello nell’anno 1931 Foto 5. Immagine moderna dell’oreficeria Pini in via Mazzini. Foto 6. Antonio Pini dietro il banco della sua Oreficeria; sullo sfondo si nota il corridoio d’ingresso. Ebbene nel 1870 ca. quella era la botteghina del primo orologiaio Giuseppe Beccantini e gli spazi attuali del negozio era l’abitazione. Il famoso “uscio e bottega”.    (Foto e archivio di A.Giovannini)

 

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Commenti 3
  • Giuseppe

    Quel Giuseppe Santoni falegname era mio bisnonno. Che gioia leggerlo.

    rispondi a Giuseppe
    ven 2 dicembre 2016 04:09
  • TERESA

    Complimenti Giovannini per questa ricerca significativa per la storia commeciale di Borgo

    rispondi a TERESA
    ven 2 dicembre 2016 03:07
  • LUIGI

    simpaticismo articolo storico

    rispondi a LUIGI
    ven 2 dicembre 2016 11:17